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Pisa. Non dimentichiamo Franco Serantini

Anche quest’anno durante la commemorazione di Franco il 5 maggio, giorno in cui fu massacrato di botte in Lungarno Gambacorti dalla polizia di Stato, abbiamo cambiato toponomastica a piazza San Silvestro, con due targhe che l’hanno rinominata alla memoria del nostro compagno, morto due giorni dopo, il 7 maggio del 1972 nel carcere di Don Bosco, lasciato in cella senza cure ed assistenza.

Franco era “figlio di nessuno”, senza genitori ne parenti. I carcerieri e i responsabili politici del tempo pensarono che nessuno arebbe reclamato la sua liberazione. Tentarono di seppellirlo clandestinamente. Ma non andò così. Migliaia di antifascisti accompagnarono Franco al suo funerale. A 54 anni dalla sua morte vecchie e nuove generazioni di antifascisti ricordano il suo omicidio.

Una memoria viva ed estremamente attuale, contro gli eredi del fascismo nostrano oggi al governo del paese, con movimenti dichiaratamente nazisti (AFD in Germania) e fascisti (Le Pen in Francia) avvicinarsi pericolosamente alle redini del potere, sino ad arrivare ai regimi dell’Est europeo e all’attuale amministrazione statunitense, che foraggia la crescita politica ed elettorale di movimenti reazionari e fascisti sparsi in Europa e nel mondo, a partire dall’entità sionista che continua il genocidio del popolo palestinese, esattamente come fecero i nazisti contro le popolazioni ebraiche, contro i comunisti, i Rom, gli antifascisti e tutti coloro che non erano consoni alla visione suprematista ariana di Hitler e Mussolini.
Noi non dimentichiamo, noi non perdoniamo.
Con Franco Serantini ieri e oggi continuiamo a gridare: Ora e sempre Resistenza

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