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Fascisti e malavita. Nuove conferme

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Tra il gruppo di malavitosi che a Roma stavano per mettere a segno una rapina a mano armata in una sala Bingo in via Baldo degli Ubaldi, spunta un nome già conosciuto quello di Massimiliano Taddeini, fascista, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar) e Terza Posizione, soprannominato l’Ala.
I tre sono stati fermati in quanto poco prima dell’irruzione erano stati notati da una pattuglia dei carabinieri della compagnia San Pietro perché erano passati col rosso a un semaforo.I carabinieri li hanno seguiti fino al Bingo e poi li hanno fermati e perquisiti, trovando le pistole cariche. Ora dovranno rispondere di porto abusivo d’armi e ricettazione. Uno dei mezzi sui quali viaggiavano è risultato rubato.
Taddeini, legato a Ciavardini e Fioravanti, aveva militato nei Nar e poi in Terza Posizione. Taddeini era anche molto legato a Nanni De Angelis, il militante dei Nar “morto” in carcere dopo essere fermato dalla polizia, “con cui condivideva tutto. Su questo asse si reggeva sia la squadra di rugby che l’organizzazione di Terza Posizione”.
Taddeini fu accusato e condannato a sei anni di reclusione per associazione sovversiva e banda armata. Scontata la pena è tornato però in carcere nel 1993 quando, dopo una soffiata, i carabinieri trovarono
nel suo appartamento sulla via Braccianense un latitante, Antonio Fiorentino, all’epoca ricercato per rapina, porto e detenzione abusiva d’armi.
A conferma delle connessioni tra gruppi neofascisti e ambienti della criminalità organizzata, due esponenti di Casa Pound, il vice-presidente Andrea Antonini e Pietro Casasanta sono stati recentemente rinviati a giudizio per aver aiutato nel luglio 2008 tale Mario Santafede, uno dei cento latitanti più ricercati d’Italia, legato alla camorra, latitante dal 2004 e con una condanna a 12 anni per traffico internazionale di stupefacenti. Santafede si era presentato agli sportelli del ventesimo Municipio di Roma per avere una carta d’identità presentando come garanti proprio Antonini e Casasanta. Di quel municipio, Antonini era ed è consigliere per Casa Pound.  “Siamo parte lesa e vittime di un raggiro», si difende Antonini, che ha diffidato i giornalisti «dall’accostare in modo improprio» il suo nome e quello di Casapound alla vicenda. A luglio di quest’anno, il vicepresidente di Casa Pound aveva dichiarato: “Chiunque abbia a cuore un minimo di verità e giustizia non può non ritenere indegno di un paese civile vedermi dipinto sui giornali come una sorta di Bernardo Provenzano prima ancora che sia stato non dico deciso ma nemmeno richiesto il mio rinvio a giudizio’’. Ma adesso il rinvio a giudizio è arrivato.
Il narcotrafficante Mario Santafede ha da anni contatti con l’estrema destra romana e alla fine degli anni ’70 fu condannato a otto anni per droga nel processo contro la Banda della Magliana insieme ad ex esponenti dei Nar come Cristiano Fioravanti, Massimo Carminati o Maurizio Lattarulo, nei mesi scorsi salito agli onori della cronaca per la sua “consulenza” con il Campidoglio.

Sulle connessioni tra fascisti e criminalità organizzata, vedi anche:
http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/7737

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