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Licenziamenti precari nel pubblico impiego: “Una pentola a pressione”

“È urgente una proroga per le scadenze al 31 dicembre 2012, ma immediatamente dopo è necessario aprire una riflessione sulle modalità di assorbimento delle migliaia di precari presenti nella P.A. che, vale la pena ricordarlo, ricoprono funzioni centrali in tutti i settori, dalla Scuola Alla Sanità passando per la Ricerca e i Vigili Del Fuoco”, così Cristiano Fiorentini, dell’Esecutivo nazionale USB P.I., al termine del tavolo tecnico sul precariato nella Pubblica Amministrazione che si è svolto questa mattina presso la Funzione Pubblica.
“Se così non fosse – prosegue Fiorentini – significherebbe alzare la fiamma sotto una pentola a pressione già pronta ad esplodere, dentro la quale ci sono quasi 6.000 lavoratori, secondo i dati forniti dallo stesso Governo, che per giunta non includono comparti quali Scuola, Sanità ed Enti locali”.
“L’interesse reale del Governo  – incalza il dirigente USB – è applicare la riforma Fornero nel Pubblico Impiego e certamente questo non coincide con l’interesse dei precari. Ad esempio, se si andasse a fare un accordo quadro per l’introduzione della riforma Fornero, e quindi dell’apprendistato, senza tenere conto degli anni di ‘apprendistato’ già ampiamente svolti dai precari, si calpesterebbero ancora una volta la dignità e i diritti di questi lavoratori. E probabilmente sarebbe una volta di troppo”, conclude Fiorentini.

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