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Marcia contro Alba Dorata. Giornalista minacciata dai nazisti: ‘subito fuorilegge’

Circa mille persone – duemila per gli organizzatori – hanno sfilato ieri pomeriggio nel centro di Atene dando vita ad una marcia silenziosa. I manifestanti sono partiti in corteo da Piazza Syntagma, sede del parlamento ellenico, e hanno marciato fino ai piedi dell’Acropoli, per protestare contro la crescita del neofascismo, del razzismo e dell’antisemistismo in tutta Europa ed in particolare in Grecia, dove a far paura è l’auge del movimento neonazista Chrysi Avgi.
I manifestanti erano per lo più greci e immigrati, vittime di attacchi e aggressioni sempre più numerose e gravi, ma a sfilare c’erano anche attivisti provenienti da una ventina di paesi europei, e tutti hanno sfilato dietro uno striscione che recitava in inglese “Europa contro il neonazismo”. Alcuni partecipanti portavano cartelli che denunciavano l’agibilità e l’impunità sui quali possono contare i nazisti in Grecia: “800 attacchi e nessuno è stato punito. Chiediamo diritti e giustizia” oppure “Fermiamo i gangster di Alba Dorata”. Molti i volantini distribuiti da associazioni di immigrati e da gruppi della sinistra radicale che chiedono l’immediata messa fuori legge del partito guidato dall’ex militare Nikolaos Michaloliakos, condannato già negli anni ’70 con accuse di terrorismo fascista ma attualmente leader di una forza politica che nei sondaggi oscilla tra il 10 e il 12%.”Democrazia non vuol dire debolezza, i democratici devono lottare uniti contro il razzismo. E lottare in Grecia è molto importante perché sappiamo che se non vinciamo qui i partiti neonazisti si estenderanno in tutta l’Europa” ha spiegato alla stampa Benjamin Abtan, presidente del Movimento Europeo Antirazzista di Base (EGAM), sigla che formalmente ha organizzato la marcia di ieri.
Il testo di convocazione dell’iniziativa – firmato anche dal Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, dal filosofo francese Bernard Henry-Levi, dagli scrittori Lena Divani e Gazmend Kapllani, e da numerosi docenti universitari – denuncia giustamente l’immobilismo del governo e della magistratura di Atene. Visto che a fronte dei continui attacchi, alcuni dei quali mortali, contro immigrati, omosessuali, giornalisti e attivisti di sinistra nessun responsabile è stato punito. Jalil e Jan, due immigrati pakistani da anni residenti ad Atene, hanno raccontato: “quando ci vedono per strada o sull’autobus quelli di Alba Dorata ci aggrediscono in gruppo (…) Siamo venuti a vivere qui per guadagnarci il pane, siamo lavoratori non criminali”.
Teoricamente tutte le forze politiche elleniche hanno sostenuto l’iniziativa di Egam. Ma in realtà ad investire sul corteo antirazzista di ieri – dai numeri non propriamente entusiasmanti – è stato un partito socialista che tenta così di riciclarsi e far dimenticare le proprie responsabilità nell’affondamento del paese e nella creazione di quella situazione di crisi e instabilità sociale che sta favorendo il dilagare dei neonazisti.
”Dobbiamo evitare una penetrazione di Alba Dorata nello Stato” aveva tuonato alcuni giorni fa il presidente del Pasok, Evangelos Venizelos, sorvolando sul fatto che il suo partito governa attualmente ed è stato un perno del sistema di potere negli ultimi decenni. ”Sappiamo bene che Alba Dorata punta su tre cose, un linguaggio xenofobo, anti-islamico e antisemita, e cerca di inserirsi nelle falle che esistono nella solidarietà sociale e nella sicurezza” ha aggiunto Venizelos. Sorvolando anche in questo caso sulle responsabilità del suo partito nello smantellamento dello stato sociale ordinato dalla troika. E nella diffusione di una odiosa corruzione che concede sempre più consensi agli estimatori ellenici della dittatura dei colonnelli e di Hitler.

Le strumentalizzazioni dell’antifascismo da parte di un partito screditato e colpevole come il Pasok non aiuteranno certo la battaglia contro Alba Dorata. Anzi.
Ma per fortuna sono sempre più numerose le voci che invitano a risolvere la questione in maniera frontale, netta. A fare notizia, negli ultimi giorni, è stata la richiesta che Chrysi Avgi sia messa fuori legge avanzata, tra gli altri, da una giornalista più volte minacciata dai nazisti ellenici. Che accusa apertamente l’establishment politico del paese di aver favorito la nascita e l’affermazione di Alba Dorata.

“Ho cominciato a sentire un sentimento di xenofobia nella società greca ancor prima della crisi. Questa retorica, questo linguaggio xenofobo é diventato rilevante nel linguaggio ufficiale del Governo, dei due principali partiti, era popolare esprimersi contro gli immigrati. Questo linguaggio che dovrebbe essere marginale é diventato pian piano una comunicazione di primo piano, cosicché è stato facile per Alba Dorata radicarsi nella società, lentamente”. A spiegarlo è Xenia Kounalaki, autrice di un’impietosa inchiesta sul movimento nazista greco, e per questo finita nel mirino degli squadristi. La Polizia le aveva ‘suggerito’ di smettere di indagare e di scrivere ma Xenia (in greco ‘straniera’) non vuole cedere. ”Io vengo da una famiglia greca immigrata negli anni Sessanta in Germania. Quindi ho una sensibilità particolare sul tema dell’immigrazione e sul modo in cui gli immigrati sono trattati”. Di fronte alla dilagante spinta populistica e xenofoba che si stava affermando in Grecia, ancor prima del manifestarsi della crisi, sottolinea Xenia, ”non c’è stata reazione da parte della società, neppure da parte dei partiti di sinistra. (…) Poi é arrivata la crisi rendendo le cose molto più difficili, dopo gli immigranti la questione ha cominciato a riguardare i gay, le donne, i giornalisti”. ”Il primo articolo che ho scritto – spiega – è la ragione per cui sono stata minacciata: era dedicato al modo in cui i giornalisti dovrebbero trattare questo partito, bloccarlo fuori dalla vita pubblica, non dovrebbe essere menzionato, mostrato in televisione, perché é totalmente assurdo parlare con persone che ammirano Hitler e si ispirano alle sue posizioni antisemite. Alla fine, ho suggerito che il partito dovesse essere bandito, il che é piuttosto difficile in Grecia perché non abbiamo un articolo nella Costituzione che permetta di farlo”. La reazione dei nazisti è stata immediata e durissima: sul sito di Alba Dorata è comparso un articolo su Xenia ”molto aggressivo contro di me, sessista, veramente spaventoso – racconta la giornalista -, molto personale con molti dettagli su di me, la mia età, dove sono nata, chi e’ mio padre, e anche su mia figlia. L’ultima frase era scritta in tedesco e diceva in sostanza, guardati le spalle, noi ti seguiamo”. Ma Xenia non si è fermata. ”La situazione é molto più grave per gli immigrati che temono di camminare per la strada e di essere attaccati. La polizia non sta facendo il suo lavoro perché circa il 50% dei poliziotti vota per Alba Dorata, che oggi é il terzo partito in Grecia”.

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