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Milano. Spesa proletaria “dimostrativa” degli operai dell’Innova Service

I lavoratori e le lavoratrici sono entrati nel supermercato e hanno riempito i carrelli della spesa con generi alimentari, mentre altri lavoratori e sindacalisti si sono radunati fuori dai cancelli con bandiere e striscioni. “Chiediamo di uscire dal supermercato con i carrelli pieni – ha spiegato Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai-Cobas – perché i lavoratori hanno bisogno di mangiare. E’ un gesto dimostrativo per chiedere che i dipendenti che hanno perso il posto vengano ricollocati sull’area”. Il gruppo Iper è proprietario non solo del supermercato ma anche di una parte dei terreni sul quale sorgono i vecchi stabilimenti dell’Alfa Romeo e dove sarebbe in programma la costruzione di un centro commerciale. Un nuovo e classico esempio di speculazione immobiliare sulle ex aree industriali. I 60 lavoratori di Innova Service, tutti ex operai Fiat ricollocati nell’azienda di servizi, sono stati licenziati lo scorso 11 febbraio e da allora sono in presidio davanti alla fabbrica.

La Innova Service, società che gestiva le portinerie e i servizi all’Alfa, l’11 febbraio 2011 ha infatti licenziato tutti i 70 lavoratori ex Alfa Romeo. Ora, dopo aver licenziato i 70 lavoratori, Angela Di Marzo continua a gestire le portinerie e i servizi sull’area dell’Alfa Romeo di Arese con altri lavoratori (precari e sottopagati) e con altre società (DM, ISMI, ecc..), speiga sul sito lo Slai Cobas.
L’appalto è stato affidato alla Di Marzo da ABP (AIG_Lincoln-FIAT e AGLaR). Il presidente e amministratore delegato di ABP, era stato indagato dalla Procura di Milano e arrestato nel novembre 2010 per bancarotta fraudolenta. I padroni dell’area dell’Alfa Romeo di Arese sono ora FIAT, UNIPOL (CGIL-CISL_UIL, e altri), Lega COOP, Finiper e IntesaSanpaolo. Il progettista dell’area è Boeri, assessore all’EXPO e alla cultura della giunta Pisapia. Dal 1995 ad oggi sull’area di Arese, dagli accordi sul CRAA ai successivi accordi di programma, assieme ai padroni comandano le istituzioni.

Il governatore della Regione Lombardia, Formigoni, nonostante gli accordi sindacali sull’auto ecologica, ha da tempo voltato le spalle ai lavoratori; il sindaco di Arese (centro destra), insieme agli amministratori di Lainate, è agli arresti, accusato di aver intascato circa 900.000 euro all’anno da bollette del gas taroccate; e il sindaco di RHO (centro sinistra), finita la campagna elettorale, ha dimenticato l’esistenza dei licenziati dell’Alfa Romeo. NO ai LICENZIAMENTI LAVORO ad ARESE per i licenziati, i cassintegrati FIAT e i giovani della zona.

Da novembre i lavoratori licenziati perdono anche l’indennità di disoccupazione ed è stata attivata una Cassa di resistenza per i licenziati dell’Alfa Romeo. I versamenti possono essere effettuati, indicando la causale: Cassa di Resistenza Licenziati Alfa Romeo, con bonifici sul c/c IBAN IT51 O030 6901 6261 0000 0031 219, con vaglia postale tutti intestati a: SLAI, viale Liguria 49, 20143

 

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