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Finmeccanica inguaia tutti

C’è un nuovo sviluppo nell’ inchiesta che ha portato oggi i pm di Napoli Henry John Woodcock, Vincenzo Piscitelli e Francesco Curcio a disporre una perquisizione in casa e uffici del banchiere Ettore Gotti Tedeschi defenestrato pochi giorni fa da presidente dello Ior, la banca del Vaticano. L’indagine e’ su una ipotesi di corruzione internazionale ed e’ legata a presunte tangenti per appalti aggiudicati da aziende del gruppo Finmeccanica in Europa e Sud America. Il filone probabilmente e’ scaturito da dichiarazioni di Valter Lavitola. In tale contesto la procura di Napoli ha disposto una perquisizione in alcuni locali che “sono nella disponibilita’ di Ettore Gotti Tedeschi”, ex presidente dello Ior (Istituto opere religiose), di recente rimosso dalla carica. La procura stessa sottolinea però che Gotti Tedeschi allo stato non e’ indagato, e che l‘atto e’ legato all’inchiesta su Finmeccanica e non alle attivita’ svolte per lo Ior: serve a trovare elementi utili per chiarire alcuni aspetti di commesse ottenute dal gruppo e rapporti tra il banchiere e alcuni indagati. La perquisizione ha interessato due uffici e poi la sua abitazione.

Insomma Finmeccanica continua a inguaiare personalità e personaggi di tutte le carature: da faccendieri come il fascista Gennaro Mokbel e il suo socio nei servizi segreti Lorenzo Cola al consigliere di amministrazione di Finmeccanica Franco Bonferroni indagato a Roma per illecito finanziamento ai partiti. C’è poi lo stesso Giuseppe Orsi, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica,  finito sotto inchiesta da parte della procura di Napoli per concorso in corruzione internazionale e riciclaggio nell’ambito dell’indagine sulle presunte tangenti pagate dalla holding in relazione alla vendita al governo indiano di 12 elicotteri Agusta Westland. Infine c’è ancora L’inchiesta avviata dalla Procura di Roma sul colosso pubblico, che segue un filone di indagini che porterebbe a numerosi conti correnti aperti nelle filiali di banche che si trovano in paradisi fiscali come Singapore e Hong Kong, ma anche in alcuni Paesi europei. Il sospetto dei magistrati romani è che dietro l’intreccio di aziende usate per siglare contratti miliardari sia stato celato il versamento di tangenti. Soldi finiti nelle tasche di politici e funzionari, anche stranieri, per agevolare la chiusura degli accordi. Al centro delle inchieste ci sono le disposizioni impartite dall’ex presidente Pierfrancesco Guarguaglini, e l’attività della “Selex”, società amministrata dalla moglie di Guarguaglini, Marina Grossi e “controllata” proprio da Finmeccanica. Non si può dimenticare inoltre un’altra inchiesta dei magistrati napoletani che riguarda l’uomo della P4, Bisignani sugli appalti per il Sistri, il sistema di monitoraggio dei rifiuti, un appalto, secondo la procura, da 70 milioni di euro.

Insomma la maggiore società strategica ancora con forte capitale pubblico e gioiello di famiglia del complesso militare-industriale europeo, si sta rivelando un vero e proprio verminaio. Un business trascinato da armamenti e tecnologie all’avanguardia ma finito in mano a boiardi di serie C. e gestito come una vacca da mungere.

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