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Napolitano, Monti, Unione Europea… Il nostro futuro lo decidiamo noi!

Mancava solo lui all’appello… Dopo una prima settimana in cui il paese è stato attraversato da un’ondata di proteste, in cui decine di migliaia di persone sono scese in piazza per contestare il governo, i ministri e le loro politiche di austerity, esprimendo una radicalità che le forze dell’ordine hanno brutalmente tentato di reprimere, oggi è toccato a Napolitano animare l’ennesima passerella istituzionale.

Così nel pomeriggio del 19 novembre, un corteo spontaneo di circa 500 persone si è mosso da palazzo Giusso (università Orientale) per dirigersi verso il palazzo Reale, luogo in cui si è svolto il vertice sull’integrazione europea tra Napolitano, Joachim Gauck, capo di stato tedesco, e Komorowski, capo di stato polacco.

La risposta del governo e delle forze dell’ordine è stata quella che ci aspettavamo: strade blindate a chilometri dal vertice, centinaia e centinai di agenti in assetto antisommossa pronti a reprimere qualsiasi forma di dissenso.

Ma chi è Napolitano? Non è, come ci dicono i media, una figura super-partes che agisce nell’interesse di tutti gli italiani: è il principale artefice del Governo Monti, governo che il Presidente ha fortemente voluto e al quale ha dato, in ogni momento, copertura politica. Per questo è responsabile, esattamente come Monti e i suoi ministri, delle misure anti-popolari che stanno massacrando lavoratori, pensionati, giovani…

Ma Napolitano può contare su un curriculum ancora più “ricco”: è stato l’autore di una delle leggi più razziste della storia italiana (la Turco-Napolitano che istituì i Centri di Permanenza Temporanea, veri e propri lager), è fra i più convinti sostenitori dell’impegno militare dell’Italia all’estero, è colui che ha zittito la magistratura mentre si stava rivelando l’accordo che ci fu fra Stato e mafia all’inizio degli anni ’90… e potremmo continuare.

Il vertice di oggi, intitolato all’“integrazione europea”, è l’ennesima ipocrisia di un’Europa che – mentre affama interi popoli e pretende che a fare i sacrifici siano sempre gli stessi, mentre manganella chi osa ribellarsi a questo destino tetro, mentre sostiene i bombardamenti di Israele contro la Striscia di Gaza – si presenta come una “libera associazione di Stati” al punto di meritarsi il premio Nobel per la pace!

La Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda ce lo insegnano: in nome della loro Europa, le uniche misure che si prospettano sono quelle che interessano chi governa e chi ha assoluta necessità di rilanciare i profitti. Quello che le strategie europee di uscita dalla crisi finora hanno prodotto sono solo licenziamenti, diminuzione dei diritti, dei salari, del potere d’acquisto, politiche securitarie sui migranti.

In tale contesto, che vede la crisi anche delle mediazioni sociali tradizionali (partiti, sindacati, associazioni etc) e che vede il sistema politico fortemente screditato, incapace di ottenere il consenso dei cittadini, Napolitano gioca un ruolo fondamentale: fa da collante fra le varie forze politiche, cerca con la sua retorica sulla “coesione nazionale” di far digerire i sacrifici in nome di una presunta comunanza di interessi fra noi e chi ci governa.

Noi invece siamo convinti che non abbiamo niente da spartire con chi sfrutta il nostro lavoro e ci preclude ogni futuro decente, ogni possibilità di vivere in maniera degna. Pensiamo invece che dobbiamo organizzarci dal basso e riprenderci tutto quello che ci spetta! L’unica Europa che ci interessa è quella che nasce dalle lotte contro i padroni del continente, nella fratellanza degli sfruttati!

We are choosy, we choose to fight!

Che i sacrifici li facciano i padroni!

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