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Mali. La Francia sospende la cooperazione militare, ma i soldati restano sul terreno

Il quotidiano le Monde riferisce che a seguito del colpo di stato del 24 maggio in Mali, che ha portato al potere il colonnello Assimi Goïta, la Francia ha deciso di sospendere “a titolo precauzionale e temporaneamente” la sua cooperazione militare bilaterale con questo paese del Sahel. Come noto dal 2014 la Francia è presente militarmente in Mali nel quadro dell’Operazione “Barkhane”.

La decisione porta allo stop delle operazioni militari congiunte effettuate dai soldati del contingente francese con le Forze armate del Mali ufficialmente impegnati contro le milizie jihadiste.

L’annuncio arriva mentre il Mali ha vissuto il suo secondo colpo di stato il 24 maggio in soli nove mesi. Il presidente di transizione, Bah N’Daw, e il suo primo ministro, Moctar Ouane, furono arrestati e poi costretti alle dimissioni dagli uomini del colonnello Goïta, già autori del golpe del 18 agosto 2020, che aveva rovesciato il presidente Ibrahim Boubacar Keïta, detto “IBK”. Macron aveva subito tuonato contro la nuova giunta militare al potere.

L’esercito maliano dunque non godrà più della cooperazione militare da parte della Francia.

Dal 2014, circa 5.000 militari dell’operazione francese “Barkhane” sono stati dispiegati nel Sahel, in particolare nel nord del Mali, per combattere i gruppi jihadisti. L’operazione abbraccia cinque paesi del Sahel: Mali, Burkina Faso, Ciad, Mauritania e Niger e vede coinvolta militarmente anche l’Italia presente con contingenti militari in Mali e Niger.

Emmanuel Macron aveva lasciato intendere, il 30 maggio scorso che non sarebbe rimasto “al fianco di un Paese dove non c’è più legittimità democratica” e che teme più aperto all'”islamismo radicale”.

All’indomani del colpo di stato la Francia ha minacciato di adottare “sanzioni mirate” contro i golpisti se il processo di transizione non avesse ripreso il suo “corso normale” ma il presidente e il primo ministro deposti, sebbene rilasciati dalla giunta, non sono stati reintegrati nelle loro posizioni.

Il Mali è già stato sospeso, pochi giorni fa, dagli organismi regionali come la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) – e dall’Unione africana (UA).

 

 

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